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kick off meeting del 29 ottobre 2014… start!  #buildingfuture

Tante volte abbiamo avuto l’attenzione dei media nazionali, e non sempre per motivi piacevoli o positivi. Abbiamo invertito la tendenza. Non siamo nell’ambito del wishfull thinking, ma nell’economia reale. Stiamo attivando la rete delle reti in un mercato crescente, dove le formule di ibridazione col pubblico vengono interpretate in maniera sana e sostenibile. Quella della digital fabrication è un’industry in crescita esponenziale, in cui è necessario usare parole difficili per spiegare cose difficili. Perché, se vogliamo giocare al tavolo dei grandi, dobbiamo innalzare l’asticella ed utilizzare codici di lettura ed interpretazione internazionale.
In questo caso non dobbiamo semplificare nulla ma trovare un tassello, un ingranaggio che rimetta in moto un’intera economia. Oggi, poi per tutto il progetto, non cadiamo nell’autoreferenzialità, ma ci apriamo ad un pubblico ampio per far passare i nostri messaggi e, contemporaneamente, innalziamo il livello della produzione di pensiero e di visione. Solo così continueremo a costruire la nostra presenza nelle catene di valore globali. Pian piano ci stiamo conquistando una nostra ben individuabile posizione negli scenari di settore.
Abbiamo una fotografia, non un giudizio, emersa con grande difficoltà d’analisi perché c’è discrasia tra le fonti e le modifiche istituzionali cui il territorio è incorso. Da qui partiamo per costruire il primo bilancio locale d’innovazioneche consente di far emergere la domanda latente si rinnovamento su cui intervenire. Il lavoro è condotto con la metodologia del mapping data meaning, ossia un nuovo modo di leggere ed interpretare i numeri perché non restino in un cassetto, ma si trasformino in sviluppo economico e sociale.
Ecco il territorio su cui ragioniamo (con cifre per ora approssimative):
7.042 km2 (30% dell’isola), 100 comuni, 257.575 abitanti (di cui meno di 1/3 internet ed, in 10 anni, abbiamo perso 6.300 anime), 36,57 ab./km – metà circa della media regionale – prevalentemente montuoso ma con 72/100 in collina, 9/23 regioni storiche, 90-180 km distanza (o viceversa?), 39% occupati
Titoli: 8,14% università, 23,26% superiori, 36,49% medie, 21,36% elementari, 9,33% alfabeti senza titolo, 1,26% analfabeti, neet 32%, disoccupazione totale 15% e giovanile 41%, abbandono scolastico 34%, aree protette 13, 360k ha sau, 180 km coste + 18/100 comuni litoranei.
Per quanto riguarda le scuole, il 47% sono istituti tecnici, il 28% licei e il 24% istituti professionali.
Le imprese del territorio su cui agiamo sono 2.5019 (17% della regione), con un 11,65% di densità imprenditoriale, la più alta in regione.
Il settore primario occupa il 32,40%, il commercio il 23%, le costruzioni il 22,58% e la manifattura il 14,58%; di questi a soffrire maggiormente la crisi sono il commercio e le costruzioni.
Nel manifatturiero (1.659 imprese), emergono: alimentari, metalli, legno e sughero, altri minerali, le cui densità ricorrenti sono sui comuni di nuoro, desulo, dorgali, orosei, fonni, oliena, macomer, tortolì, siniscola, budoni.
Su opencoesione scopriamo che: circa 281,000 € sono stati spesi qui per 2.186 progetti, di cui 8,4% rs&i (Nuoro e Bolotana), 13,1% energia, 25,4% ambiente, 12% città… mentre solo lo 0,9% su agenda digitale, 0,7% su competitività imprese.
Solo 4 le startup innovative �� e solo Nuoro ed Ortueri per pochissimi brevetti.

Ecco le nostre linee di attività: analisi per bilancio con mapping, fab lab e macchinari, eventi, formazione ai formatori, formazione alta selezione imprese innovative, evento chiusura col rilascio degli esiti e delle prospettive. E da quel momento sarà la Camera di Commercio di Nuoro ad offrire a tutti i territori che vogliono servizi e prestazioni per l’innovazione in campo di digital fabrication.
Vorrei dire una cosa al territorio tutto: il progetto siete voi! Costruiamo insieme la strada per non creare un nuovo divario digitale né industriale.

Non siamo il sud del mondo. Non mettiamoci in condizione d’esserlo.
La CCIAA Nuoro è la casa delle imprese e si riprende il ruolo che le spetta. Avrete notato che durante il kick off meeting, non c’erano posti riservati, perché i protagonisti sono le imprese. Non dobbiamo fare notizia, dobbiamo fare economia.
Voglio che i nostri figli e nipoti parlino con noi vivi di quello che abbiamo costruito tutti insieme, di quel di positivo che gli abbiamo lasciato. Non voglio che la nostra generazione commetta gli errori di quella che l’ha proceduta.
Make in Nùgoro nasce e perché è giusto non saltare un appuntamento fondamentale con la storia economica.
Siamo qui per voi, accoglieteci e viviamo il progetto insieme! #avantitutta

Nicola Pirina, 2 novembre 2014